L’ALBERO DELLE DAME DANZANTI (Italiano/Inglese)
10,00€
Quando ci troviamo a leggere o raccontare una storia ad un bambino, spesso non siamo consapevoli che stiamo iniziando con lui un viaggio. Si scoprono tramite la lettura panorami nuovi a volte ben diversi dai contenuti manifesti della lettura. Man mano che andiamo avanti nella lettura ci rendiamo conto poi che è importante leggere con una velocità e con un ritmo adeguato al bambino che abbiamo di fronte.
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Descrizione
L’ALBERO DELLE DAME DANZANTI
The Tree of the Dancing Ladies
di Monica Angela Baiona, febbraio 2015
Testo di Monica Angela Baiona, Illustrazioni di Veronica Alfieri, Traduzione di Catherine Pascale
Introduzione della Dott.ssa Elisa Fumarola
Quando ci troviamo a leggere o raccontare una storia ad un bambino, spesso non siamo consapevoli che stiamo iniziando con lui un viaggio. Si scoprono tramite la lettura panorami nuovi a volte ben diversi dai contenuti manifesti della lettura. Man mano che andiamo avanti nella lettura ci rendiamo conto poi che è importante leggere con una velocità e con un ritmo adeguato al bambino che abbiamo di fronte. Tempi e ritmi necessari perché possa formare dentro di sé immagini, ovvero il suo modo personalissimo di “illustrare” il racconto: di dare un volto ai personaggi, un colore agli ambienti, suoni alle azioni. Senza intoppi e senza distrazioni, senza vincoli legati alle richieste di un mondo reale, il bambino e l’adulto possono vivere quella esperienza vicini, collegati e ancorati dall’esperienza diretta del leggere insieme, unici conduttori del viaggio che hanno intrapreso. Durante la lettura possono emergere espressioni di gradimento e piacere intenso, come anche ansie, paure e incomprensioni da parte del bambino, desideri di fermare e rileggere, desideri di smettere o saltare: sono come finestre che, avvicinate e aperte (se è dato accesso) con rispetto e leggerezza, consentono all’adulto che legge di avvicinarsi al mondo del bambino. Divengono una possibilità di accompagnare il bambino nell’esplorazione e nel capire cosa comunica quel racconto al bambino, e cosa il bambino comunica di quel racconto, senza forzarlo o sostituirsi a lui. Per un bambino “Le dame danzanti” presenta temi che, oltre a stimolare la fantasia, accendono interrogativi e fanno immaginare scenari di vita: il processo di trasformazione del corpo, la crescita come sviluppo, il cambiamento e l’accettazione di come si cambia (adulti e bambini) nel corso del tempo. Crescere significa acquisire forma e corporatura nuove, esperire movimenti nuovi di cui scoprire il significato e lo scopo. Le ragazze, all’inizio del racconto, scuotono i rami-capelli; un comportamento all’inizio spontaneo, che si compie quasi casualmente, senza riconoscerne in profondità il valore di “segnale”. Tuttavia chi vive intorno comprende il significato dei nuovi gesti, colori e profumi e ne parla (“si sente sussurrare”) perché ne intuisce e riconosce la novità. Il cammino di scoperta del proprio modo di comunicare le emozioni, se stessi è lungo e va affinato: come raggiungere ed interessare gli altri a se stessi? come avvicinarli? La crescita è non solo un aumento di misure ma anche una prorompente diversità di atteggiamenti e sensazioni e organizzazione del pensiero, di colori che si “provano” addosso e di odori che, nuovi, promanano dalla ragazza che diventa una giovane donna (“sono i tesori dell’albero delle dame danzanti”). Nascono nuove emozioni: come riconoscerle e padroneggiarle? Crescere è fare cose nuove, sperimentare interessi nuovi, magari allontanarsi da dove si era per andare verso nuovi orizzonti. Parte un cammino personale di acquisizione e di accettazione consapevole: riconoscere cosa mi piace e cosa non mi piace, sapere quali sono i propri doni ed esserne felici, riuscire ad apprezzarli fino ad avere il coraggio di donarli ad altri (“donarli all’aria, loro madre”) ed a diffonderli nel “vento dell’estate”. Accettare come siamo fatti nel corpo, lungo o corto, sinuoso o appallottolato, leggiadro o sgraziato, all’inizio richiede prenderne possesso, scoprire come cambia il baricentro e l’equilibrio, impadronirsi della nuova forma. È sperimentare, conoscere, sentire il corpo e dove nel corpo quella emozione si forma: parole importanti per la crescita personale che non sempre hanno “suono” buono per le orecchie dell’adulto perché sconosciute o dimenticate. Ogni tappa del cambiamento richiede di perdere qualcosa, ed durante un autunno ventoso e freddo la trasformazione richiede di far cadere a terra vecchi modi fare, interessi, attività in cui non ci si riconosce più: il vento “strappa le foglie” e “le fa danzare in un giro tondo frenetico fino a quando cadono stremate, formando un lucente tappeto dorato”. Il corpo rimane apparentemente spogliato e fermo nella stasi invernale mentre tuttavia si prepara al cambiamento, trepidante nell’attesa speranzosa e nel timore della novità. Dopo la neve le dame si aprono alle novità e offrono spazio agli uccelli ed alla primavera; il sole riaccende il loro sguardo e loro ri-iniziano una nuova stagione in cui nuove cose stanno per accadere.














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