Parlano di Monica

Il Sole Se Ne Infischia, di Monica Angela Baiona, la bancaria che ama scrivere

di Nicole Chiassarini

da TusciaUp del 9 gennaio 2020 

 

Monica Angela Baiona trapiantata a Viterbo dal nord,nella vita di tutti i giorni lavora in banca ma la scrittura è la sua intima passione che si unisce ad un incredibile dono: ascoltare con trasporto le esperienze delle persone che la circondano. Nascono così le sue storie,uniche,scaturite dai tanti racconti che giorno dopo giorno diventano parte della sua stessa memoria; ed è così che sono nati i suoi libri, grazie a una forte passione per la scrittura come mezzo per esprimere le proprie emozioni, ma anche a un bisogno, quello di raccontare avventure e pensieri di amici, parenti o di semplici sconosciuti che hanno deciso di fidarsi di lei, del suo carattere solare e del suo sincero interesse per gli altri.

Dopo La Piccola Chiave Magica (2016), racconto all’interno del quale la scrittrice ha parlato di se stessa, liberandosi da un fardello che l’accompagnava, L’altra Metà (2016), un’immersiva raccolta di poesie che raccontano, con immediatezza, spontaneità e senza filtri, quella parte di uno scrittore che non sempre si vede, e Il Segreto Dei Girasoli (2018), un dolce racconto sull’importanza di ciò che si possiede, Monica torna con una nuova storia: Il Sole Se Ne Infischia. Riscoprirsi e rialzarsi nonostante la vita possa metterci in ginocchio, perché il tempo passa anche senza di noi.

Sinossi:

Una storia d’amore naufragata, la passione per la scrittura e un’eredità inattesa. Rita per un po’ di tempo si lascia attraversare dagli eventi della propria vita fino a scoprire che qualsiasi cosa deciderà per sé, nel bene e nel male, il Sole continuerà a sorgere e a tramontare, perché il Sole, delle nostre decisioni, se ne infischia.

L’appuntamento è a Viterbo, domenica 15 dicembre alle ore 15, presso la sala da thè de L’Antica Latteria in Via Della Verità 25, dove la scrittrice e poetessa Monica Angela Baiona ci parlerà del suo nuovo libro, Il Sole Se Ne Infischia, raccontandoci di lei, della sua storia e di quelle che l’hanno ispirata.

Il dipinto “Blonde” della copertina è di Pedro Francisco Rosso.

NOI il nuovo libro di Monica Angela Baiona

 

Monica Angela Baiona milanese trapiantata a Viterbo ha scelto un luogo amabile per presentare il suo ultimo libro NOI,sabato 26 novembre alle ore 18.00 all’Enoteca La Cave du pape a Viterbo via San Carluccio, 7.
Quella dell’autrice è una ricerca intimistica che trapela sia nella sua raccolta di poesie “L’altra metà” di cui pure si parlerà nell’incontro, così come in NOI.” Un ‘Noi’ può nascere ovunque e fra chiunque e capita che a causa del tempo e degli eventi si possa logorare ma, è cosa certa, non potrà mai spezzarsi”. I ringraziamenti sono per Simona Gigliotti, Micaela Mirani e Renato Guidi coloro che l’hanno incoraggiata a pubblicare questo romanzo.E i legami per Monica Angela Baiona pure essendo una parte di quel NOI sono anche oltre.La partecipazione è estesa a tutti. Edito da SETTE CITTÀ, l’immagine di copertina è di Tiziana Barbaranelli di AgenziaPropaganda mentre il ritratto dell’autrice in quarta di copertina è della fotografa Lietta Granato.

Prefazione:
Siamo circondati da fili invisibili e solo un occhio attento e un animo sensibile può riconoscerne le estremità. Questi fili sono i ‘Noi’ che, come figli virtuali, nascono dall’incontro di persone che fra tante si riconoscono. Nasce tutto da un puntino piccolo come una pupilla, perché è negli occhi che è depositato il seme. Un ‘Noi’ può nascere ovunque e fra chiunque e capita che a causa del tempo e degli eventi si possa logorare ma, è cosa certa, non potrà mai spezzarsi. Il ‘Noi’ maggiormente soggetto a evoluzioni è quello fra un figlio e la propria madre. Troppe cellule dell’uno nell’altro girano indisturbate nei loro corpi rendendo la loro relazione complessa e articolata. Qualche volta per salvare quel ‘Noi’ è necessaria una lontananza fisica, spesso dolorosa ma certamente utile.

Un nome doppio Monica Angela, quale quello di uso quotidiano?
Monica, però ci tengo molto al mio secondo nome perché era quello di mia nonna materna. Angela Jula era una donna tenace e coraggiosa che è passata a miglior vita, come si suol dire (anche se per me questa vita è l’unica che esista), quando avevo solo nove anni. Conservo molti ricordi di lei e dei suoi racconti che mi faceva mentre mi teneva in braccio, seduta sulla seggiola di legno, davanti alla porta della sua casa che si affacciava sulla piazza di un piccolissimo paese in Basilicata: Corleto Perticara.

“Come una bimba sull’altalena che perde il fiato quando arriva in alto e poi ridiscende, così mi sento ogni volta che scrivo una poesia”. Quando ha sentito la spinta per poetare?
Quando alle elementari il maestro ci diede il compito di comporre alcune poesie ho scoperto che quello sarebbe stato il ‘mezzo’ con cui avrei potuto ‘salvarmi’, infatti così è stato. La poesia per me è uno strumento per esprimere le mie emozioni e trovo che sia utile per tutti trovare un modo per non sopprimerle o dimenticarsi che le proviamo, che viviamo, che soffriamo e gioiamo. Siamo spessi assuefatti dalla vita che ci dimentichiamo cosa proviamo davvero. Dovrebbero insegnarlo a scuola come si fa a riconoscere le emozioni e a dargli un nome, un volto, personificarlo per sconfiggerlo senza timore quando ci consuma e ci fa del male, o viverlo appieno quando ci fa sorridere.

“Uso le poesie come strumento per scavare dentro di me e alla fine, dopo il dolore, la fatica, riesco sempre a trovare la luce”. Chi scrive lo fa solo per se stesso?
Io lo faccio per me stessa, l’ho sempre fatto solo per me. Negli ultimi anni però mi sono scoperta talmente coraggiosa da non limitarmi a chiuderle in un cassetto ma da pubblicare i racconti e le poesie che ho scritto. Sono felice di averlo fatto e credo continuerò a farlo perché condividere i miei scritti mi gratifica. La gratificazione non arriva dagli apprezzamenti che mi fanno i lettori, anche perché mica tutti gradiscono, ma arriva dagli sguardi emozionati delle persone che colgono le mie poesie e le fanno loro.

Chi scrive è prima di tutto un lettore, quali sono le letture che l’hanno toccata? Quali gli autori?
Milan Kundera, Banana Yoshimoto, Andrea De CarloNiccolò Ammaniti,sono i primi autori che mi vengono in mente e dei quali ho letto tutti i libri. Ognuno di loro mi ha arricchito in maniera diversa. Kundera mi ha aiutato a essere disinibita nei confronti della vita (per disinibita intendo più sicura di me, più consapevole e non timorosa delle novità). Yoshimoto scrive romanzi ricchi di poesia. La terminologia che usa, il suo modo di descrivere i personaggi e i loro stati d’animo mi ha sempre affascinata. Mi incuriosisce la cultura orientale che si respira in ogni suo libro e come concepisce l’aldilà. Di Andrea De Carlo mi piacciono i racconti dei suoi personaggi quasi sempre giovani, pazzi, innamorati che per amore fanno di tutto. Niccolò Ammaniti racconta il mondo infantile e adolescenziale con una incredibile lucidità. La maestria di uno scrittore sta nel riuscire a descrivere emozioni e situazioni da punti di vista lontani da quelli a cui è abituato nella vita reale.

Ha già scritto La Vera Natura, L’albero delle dame danzanti, La Piccola Chiave Magica e L’amore se ne frega del silenzio. Si sente più poetessa o scrittrice?
Poetessa. Nasco come poetessa e trovo maggiore trasporto e soddisfazione quando scrivo poesie. Le poesie sono immediate e non richiedono correzioni. O meglio, io non le correggo. La poesia è spontanea, senza filtri e io adoro essere spontanea e senza filtri!

La poesia rispetto alla narrativa non è sentita da tutti perché?
Credo che il motivo risieda nel fatto che la poesia richieda maggiore introspezione e non a tutti piace soffermarsi a guardarsi dentro. Il mio secondo libro di poesie l’ho intitolato ‘Piccoli Specchi’ proprio perché ritengo che le poesie siano come piccoli specchi nei quali ci si può rivedere.

In quale filone letterario si colloca per il suo modo di scrivere poesie?
Che domanda difficile, non saprei dove collocarmi! Non mi piace l’idea di dovermi collocare da qualche parte. Mi piace sentirmi libera, scrivere senza schemi, regole, se non quelle grammaticali. Mi piace spaziare e sperimentare. Non amo il fantasy ma mi piace molto nelle mie poesie descrivere il surreale per descrivere emozioni. Nella poesia ‘Il silenzio’ tratta dal libro ‘Piccoli Specchi’ scrivo : “…e io mi tuffo nei prati/volo tra i rami di ciliegio/aggrappata alle ali di farfalle gentili”.
Fra i suoi scritti qual è quello a cui si sente più legata?
‘La Piccola Chiave Magica’ è il racconto in cui ho messo molto di me e che mi ha aiutata a liberarmi di un bel fardello. Tra le poesie, ‘Bugiarda’ dal libro’L’amore se ne frega del silenzio’.

Scrive sul computer o su carta?
I racconti li scrivo sul computer. Ho una pessima grafia e non capirei niente di quello che scrivo se non lo usassi. Le poesie, dipende. Ho sempre in borsa un quadernino sul quale scrivo pensieri o poesie quando ho bisogno di farlo. Qualche volta mi è capitato di inviare poesie mediante un audio su wp alla mia amica Alice Claire, quando sono colta dall’ispirazione, in un momento in cui non posso scrivere e sento il forte bisogno di condividerla subito con una persona di fiducia.

I premi letterari pensa che siano importanti e necessari per un autore?
C’è da fare una distinzione fra i racconti e le poesie. I primi sono il frutto di un lavoro molto lungo. Dopo aver scritto una storia, che di per sé richiede molti mesi, segue un lungo periodo di correzione. Io preferisco far ‘decantare’ i miei racconti proprio come se fossero un buon vino. Ho bisogno di allontanarmi dalle emozioni racchiuse tra le pagine che ho scritto, di dimenticarmi dei personaggi a cui ho dato vita, per poter rileggere tutto con occhi nuovi, più razionali. Nel caso dei racconti, un premio da parte di esperti lettori, può essere importante per avere una conferma che si sta procedendo per la strada giusta, anche se un’altra storia dello stesso autore potrebbe non incontrare lo stesso gradimento da parte degli stessi esperti.
Per la poesia è tutto diverso. La poesia è un concentrato puro di emozioni intime e un giudizio, un premio non lo trovo né utile né necessario. Difficile giudicare chi è più bravo ad esprimere le proprie emozioni.

Qual è il sogno di scrittrice che vorrebbe vedere realizzato?
Trasformare le mie poesie in canzoni e sentirle cantare alla mia amica cantante Alice Claire Ranieri, davanti a milioni di persone.Oggi solo un sogno, ma domani chissà!

Qual è il suo poeta preferito?
Charles Bukowski. Le sue poesie mi lasciano ogni volta senza fiato e mi divertono. E’ diretto, vero, sfrontato, sfacciato.

Ci sono manifestazioni a Viterbo che potrebbero dare maggiore spazio alla poesia?
La poesia è troppo intima per una manifestazione, seppur culturale. La poesia ha bisogno di silenzio, raccoglimento. Sono le persone che devono cercare la poesia non può essa cercare le persone. La poesia è come una donna brutta ma intelligente e sensibile. Solo un uomo attento può innamorarsene perdutamente.

In che modo la poesia può rinnovare la tradizione. Mettendo in comunicazione culture diverse, diventando fonte di apertura e di dialogo?
La poesia scritta in dialetto può essere utile per rinnovare la tradizione e mi piacciono molto anche se spesso ho bisogno che mi vengano tradotte perché non conosco alcun dialetto. Trovo che sia interessante usare la poesia come strumento per conoscere culture diverse e dialogare. Mi viene da immaginare un mondo in cui ci si rivolga l’uno con l’altro usando poesie, sarebbe un mondo meravigliosamente romantico.

Per salutarci la invito a scegliere, una sua poesia per salutare i nostri lettori.
Nel corso di questo ultimo anno mi è capitato di scrivere molte poesie la notte, quando rientravo a casa e scelgo di condividere con i lettori una poesia inedita, scritta di recente dopo una serata trascorsa con alcune amiche.

Il tramonto dal Faro

Anche questa sera
il cielo abbraccia il sole
che incendia le nuvole

attendo paziente
l’inizio della notte

il sole illuminerà altri sorrisi
scalderà altre mani.

Non si può essere poeti
neanche felici
se almeno una volta al giorno
non si gode del tramonto.


I libri pubblicati:
La Vera Natura (Innocenti Editore)
La Piccola Chiave Magica (casa editrice www.ilmiolibro.it)
L’albero delle dame danzanti (libro per l’infanzia tradotto in inglese e in tedesco, presto di nuovo disponibile per acquisti on-line)
L’amore se ne frega del silenzio (prima raccolta di poesie casa editrice www.ilmiolibro.it)
Piccoli Specchi (raccolta di poesie casa editrice www.ilmiolibro.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo Carrello
Necessari

Questo sito utilizza cookies tecnici necessari al suo corretto funzionamento. Attiva funzioni di base che consentono all’utente la navigazione della pagina. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie. Le informazioni sui cookies vengono registrate dal tuo browser.

Cookie tecnici
Attività strettamente necessarie al funzionamento

Questa Applicazione utilizza Cookie per salvare la sessione dell’Utente e per svolgere altre attività strettamente necessarie al funzionamento dello stesso, ad esempio in relazione alla distribuzione del traffico.